"Quando farò la Tessera del Tifoso smetterò di essere Ultras"
E' come se un'epoca volgesse al termine in maniera inesorabile, spenta dalla leggi e da un ricambio generazionale evidente.
La Tessera del Tifoso, misura emessa dal ministero degli Interni contro la violenza negli stadi, è un discutere continuo: si sprecano le opinioni, le divisioni tra i gruppi, perfino tra i singoli con episodi anche assurdi come quello verificatosi a Pisa dove tifosi della stessa squadra se le sono date di santa ragione. Desolante lo spettacolo allo stadio Giglio domenica, dove soltanto chi aveva la tessera poteva entrare nel settore ospiti. Ma d'ora in poi sarà sempre così? Non c'è modo di riportare la sana passione in uno stadio?
intervista a Marco Frione, da oltre venti anni leader della curva Ferrovia. Una curva che come tante altre vive un momento di spaccatura, tra chi coerentemente col passato non accetta un siffatto dispositivo e chi antepone l'amore per la squadra sopra ogni cosa: "Sono contrario alla Tessera del Tifoso perchè si tratta di un'imposizione assurda e calata dall'alto. E al momento non ho intenzione di farla ma credo che dalla prossima in casa tornerò in curva. Una cosa però a livello del tutto personale la voglio chiarire: il giorno che farò la Tessera, ed è probabile che in futuro succeda, per coerenza con quello che è il mio percorso, finisce per me l'era da ultras. E così, a mio parere, dovrebbe essere per chiunque: basta coreografie, basta cori per 90', basta essere punti di riferimento anche per le trasferte. Verrò allo stadio, tiferò la mia squadra in maniera spontanea. Credo sia il minimo della coerenza. Non sarò più l'Ultras". Frione rivela: "Domenica scorsa sono andato a Reggio Emilia in auto co n degli amici, ovviamente senza entrare allo stadio e senza neppure avvicinarsi. Abbiamo ascoltato la partita su una radio di Reggio, commentando le frasi del radiocronista. Sono anche questi aspetti che possono essere presi in considerazione: ma le cose le fai a tuo rischio e pericolo come quando prima della partita in un paese vicino, abbiamo trovato appeso fuori da un bar uno striscione contro lo Spezia e siamo andati a rimuoverlo. Ripeto, il rischio c'è se ti muovi così". C'è chi chiede a Frione e ai vecchi di fare la Tessera e comportarsi esattamente come prima. E' possibile? "No, assolutamente. Non sarebbe coerente dal mio punto di vista. Sarebbe come darla vinta a chi impone una misura che non accetto. Più corretto cambiare, fare il tifoso normale, senza responsabilità e ragionando a livello personale".
Arbitro: Barbiero di Vicenza Assistenti: Marchesi di Lodi e Piovera di Seregno Ammoniti: Colombo, Padoin, Ferrarese, Pedrelli Recupero: 1' (pt), 5' (st)
Pre-partita 15.30 - Buon pomeriggio dallo stadio "Giglio" di Reggio Emilia, seconda giornata del campionato di Prima Divisione girone A tra Reggiana e Spezia. Splende un bel sole sul rettangolo verde, con temperature calde ma piacevolmente ventilate. Stadio ancora deserto.
15.40 - Squadre in campo per il riscaldamento. Nello Spezia esordio dal 1° minuto per Davide Marchini, Herzan e Padoin saranno i centrali di centrocampo, Lazzaro-Colombo la coppia d'attaccanti. Nella Reggiana subito dall'inizio gli ex aquilotti Guidetti e Saverino con Beppe Alessi ad ispirare.
15.46 - Sarà un derby in tono minore: dalla Spezia non più di 150 persone, curva di casa con larghissimi vuoti. Chiusa la gradinata, qualche centinaio di persone in tribuna.
15.58 - "Non c'è derby senza nemici", questo lo slogan dei tifosi della Reggiana. Duemilacinquecento spettatori allo stadio. Desolante lo spettacolo in curva ospiti.
Primo tempo Inizio equilibrato a ritmi non eccelsi ma dopo appena 3' lo Spezia imbastisce la prima vera occasione con azione elaborata, scarico di Casoli al limite dell'area per Colombo che tenta di piazzare la sfera: palla alta non di molto sopra il montante. Col passare dei minuti gli aquilotti prendono in mano la situazione dando continuità alla manovra, soprattutto con discreti cambi campo di Herzan e Marchini, che agisce da esterno basso di destra, a sostegno di Chianese. Sull'altro fronte Enow prende in consegna Guidetti mentre su Temelin agisce Buscaroli: il nodo è comunque nella zona nevralgica dove la mobiliità di Padoin e Herzan deve fare i conti con la tecnica di Saverino e Alessi. Si gioca un calcio compassato ma almeno nella prima fase lo Spezia mostra una migliore forma fisica complessiva rispetto alla squadra di Mangone: al 17° punizione di Colombo ben disegnata, sfera sopra la traversa. La Reggiana guadagna campo solo attraverso calci piazzati ma proprio da uno di questi si spezza lo 0-0: è il 18° quando Alessi disegna una parabola ben arcuata per il difensore Aya che lasciato completamente libero trova la testa giusta, imparabile per Aprea. Lo Spezia accusa il colpo e ci vogliono 8' prima che riesca ad essere nuovamente pericoloso: Al 24° Casoli se ne va sulla sinistra e giunto sul fondo mette al centro per l'incornata di Colombo che tuttavia non inquadra la porta. La Reggiana dietro a tratti è imbarazzante e al 28° Casoli approfitta di un errato rinvio di Iraci tentando una conclusione da posizione defilata che costringe Offredi ad alzare in angolo. Alla mezzora però i granata vanno vicinissimi al raddoppio: da un calcio d'angolo, Mei fa da torre per Guidetti che tenta una girata. Alta di pochissimo. Se lo Spezia vuole raddrizzare il match deve alzare baricentro e reattività della manovra perchè la Reggiana ha un andamento lento che può essere messo in crisi solo con il furore agonistico. Sui palloni alti però Padoin e compagni mostrano lacune: ogni qual volta la Reggiana mette un pallone nel mezzo sono dolori, aspetto sul quale D'Adderio dovrà lavorare. Passa il tempo e l'incisività dell'azione dello Spezia si fa sempre più intermittente: Chianese e Casoli non girano e non riescono a saltare l'uomo, Colombo e Lazzaro lottano su ogni palla ma sembrano mal supportati da chi il gioco lo dovrebbe creare. Il primo tempo finisce qui.
Secondo tempo Si torna in campo con una novità: Chianese out, Ferrarese prende il suo posto. E lo Spezia parte subito col piglio giusto schiacciando la Reggiana nella sua metà campo. Al 8° Ferrarese reclama un calcio di rigore per una spallata di Aya ma per il direttore di gara non c'è irregolarità: lo Spezia protesta vibratamente, l'episodio va rivisto anche se il contatto sembra esserci. Incredibile però quello che succede al 13°: Padoin verticalizza per Colombo che regala a Lazzaro il più facile dei gol ma, solo davanti alla porta, il bomber di Susa calcia sciaguratamente a lato. La Reggiana è sulle ginocchia ma quando gli spazi si fanno larghi gente come Alessi e Guidetti può andare a nozze: come al 16° quando proprio Guidetti tenta un sinistro dai venti metri che, sporcato da un difensore, finisce fra le braccia di Aprea. La partita scivola via senza grossi sussulti e proprio nel momento più inatteso arriva al 21° il pari dello Spezia: Ferrarese se ne va sulla fascia e mette una palla al centro su cui Iraci, per anticipare Lazzaro, interviene in modo scomposto e di piede infila la sua porta. Al 25° brivido per lo Spezia: punizione tagliata da Viapiana, spizzata di testa di Alessi che coglie la base alta della traversa. Tre minuti dopo Lazzaro lascia il campo per Alessandro Cesarini, escono anche Saverinoe Guidetti, il primo applaudito dai tifosi spezzini, il secondo abbastanza inspiegabilmente fischiato. La gara scende di tono ma al 35° lo Spezian va vicino al 2-1: Casoli anticipa Offredi in uscita, tenta di calciare a rete fra una selva di gambe. Sfera che viene ribattuta sulla linea da Zini: poi Cesarini, che entra subito nel modo giusto nella partita, prova a piazzarla ma trova il corpo di un altro difensore. Come era prevedibile lo Spezia esce alla distanza, la Reggiana è costretta a rinculare e c'è lo spazio per vincere. Al 41° però Alessi potrebbe fare malissimo quando riceva una sfera al limite dell'area e col sinistro spara in curva. Finisce così, squadre stanche e abbastanza soddisfatte: Mangone dovrà lavorare sulla condizione generale della squadra e su una difesa che così faticherà molto in questo campionato; lo Spezia dal canto suo deve imparare ad essere sempre concentrata sulle situazioni di calcio piazzato, capire se Musto può essere il regista che manca. Ed essere più cinico davanti perchè oggi con maggior convinzione portare a casa il successo sarebbe stato tutt'altro che utopico.
Lo Spezia fa' tutto da solo, al cospetto di un'Alessandria non irresistibile, gli aquilotti partono bene, sfiorando piu' volte il gol; uno sciagurato rinvio di Aprea porta i "grigi" in vantaggio e le cose si complicano con l'espulsione di Comazzi.
Nonostante in 10 e con una direzione arbitrale molto discutibile, lo Spezia nella seconda frazione di gioco pareggia con Lazzaro.
NOTE: Spettatori 4500 circa (3137 paganti) di cui 1255 abbonati, presenti nel settore ospiti circa 150 unità. Terreno in cattive condizioni; serata calda. Ammoniti: Padoin, Colombo, Ghinassi, Camilucci, Artico. Espulso per somma d’ammonizioni Comazzi. Angoli: 4 a 3. Recupero: 3’; 3’. Osservato 1’ di raccoglimento in memoria dell’ex presidente della Repubblica italiana Cossiga.
Per la “prima” dei ritono in C1 pardòn Prima divisione Lega Pro c’è pure il posticipo con diretta su Raisportsat+. Mister D’Adderio rinuncia agli squalificati capitan Grieco e Lollo (giornate da scontare dallo scorso campionato) e l’infortunato Milone (ne avrà per alcuni mesi) e in curva “Ferrovia” c’è pure chi rinuncia ad esserci per scioperare contro la tessera del tifoso. Entrambe i mister schierano le formazioni con il loro modulo abituale: 4-4-2 per i padroni di casa e 4-2-3-1 per gli ospiti. Gara che si fa subito apprezzare per il buon ritmo con cui tutti i giocatori si rendono attivi. Già al 9’ da sinistra Colombo per i padroni di casa si rende pericoloso nei confronti del portiere Servili su calcio piazzato con il numero uno ospite costretto alla deviazione di pugno. I padroni di casa sono più intraprendenti mentre l’Alessandria manovra con più calma. Al 15’ sempre Colombo serve con un cross da destra Lazzaro che in area di rigore impegna di testa il portiere “grigio” sulla ribattuta non è fortunato Casoli a mettere la sfera contro il corpo del portiere Servili. Al 19’ la “frittata” la combina in casa aquilotta il portiere Aprea, uscendo male da un disimpegno di piede e servendo involontariamente l’abile Artico che scartato anche Enow mette in rete alle spalle del portiere spezzino non senza colpe. Il colpo è tremendo anche perché dopo pochi minuti viene espulso per doppia ammonizione l’ingenuo quanto impacciato Comazzi. A questo punto mister D’Adderio ridisegna la formazione anche perché Scantamburlo in difesa doveva lasciare il campo per un infortunio: dentro Buscaroli in difesa con Enow che si mette a fare il difensore centrale, Padoin scala a destra in difesa e lascia a centrocampo il nuovo entrato Musto con l’uscita di Casoli. Gara tutta in salita per i padroni di casa; per la formazione di mister Sarri sembra davvero in discesa e forse più facile del previsto a questo punto il match. AL 24’ ancora il “pungente” Artico mette la sfera a lato di poco da buona posizione: il primo tempo finisce qui. Nella ripresa i padroni di casa malgrado l’inferiorità numerica cercano con maggior insistenza la rete del pareggio. Al 46’ intanto la ripresa si apre con una buona giocata di Martini per gli ospiti che mette in guardia la difesa aquilotta. Al 59’ ancora Martini da ottima posizione supera Buscaroli che inciampa ma al momento del tiro verso la porta difesa da Aprea perde il tempo e la difesa di casa si salva con affanno. Gli aquilotti sono generosi e le numerosi palle giocate dal duo d’attacco Lazzaro-Colombo portano i frutti al 68’: Lazzaro è abile a girarsi verso la porta e a prendere il tempo alla difesa piemontese siglando la rete del pareggio che poi sarà definitivo. Via via la gara finisce in calando: i giocatori hanno speso tanto in precedenza e così i “grigi” di mister Sarri escono imbattuti dal “Picco” mentre la formazione di D’Adderio deve rimandare la prima vittoria casalinga di questo campionato, ma per come si era messa la partita nel primo tempo può andar bene così.
Per il giovane difensore bianconero bisognera' battere la concorrenza del Foggia di Zeman
Fonte: tuttojuve.com Quasi sicuramente il giovane difensore centrale classe '90 della primavera juventina Raffaele Alcibiade giocherà la prossima stagione in Lega Pro. Alcibiade, che all'occorenza può giocare anche in mediana, ha visto nei giorni scorsi maturare l'interesse del Foggia di Zdenek Zeman ma pare che ora la concorrenza per arrivare a lui sia aumentata: come si legge infatti sulla testata TuttoLegaPro.com, anche lo Spezia si è fatto avanti per arrivare al giovane talento bianconero. Ora spetta allo stesso Alcibiade decidere la sua prossima destinazione.
"Ad ogni passo verso il "Picco" l'atmosfera si carica di elettricità. I tifosi corrono ed affollano le entrate, c'e' proprio l'aria della grande sfida. La modesta archittetura dello stadio, non contribuisce certo a infondere (Max Sala, giornalista di Monza)