Domenica al Picco le persone che andranno in curva vorremmo che arrivassero con un po' di anticipo e non all ultimo minuto. Ovviamente come sempre chiediamo di portare le bandiere, piccole, grandi, doppie aste e maglie bianche: stiamo organizzando la coreografia e perciò chiediamo una grossa collaborazione da parte di tutta quanta la curva...e specialmente di cantare fino al 95esimo e oltre se sarà necessario. Perché noi sappiamo e dobbiamo essere il 12esimo uomo in campo". Firmato: il Maffo - Ultras Spezia 1974
TORNANO STRISCIONI,BANDIERE E TAMBURI SENZA AUTORIZZAZIONI
La “tessera del tifoso” slitta a settembre 2010. Torneranno negli stadi, invece, tamburi, striscioni e coreografie senza bisogno di fax preventivi: il materiale verrà controllato all’ingresso. La decisione è stata presa dall’Osservatorio dopo l’incontro con i vertici della Adcs (associazione difesa consumatori sportivi). Alla base del rinvio della discussa legge sull’ordine negli stadi varata dal governo ci sono alcune proposte di revisione relative al comma 9 che impone il divieto di sottoscrizione a chiunque sia stato sottoposto a Daspo o diffida, anche se ha già scontato la pena. Le novità sono state illustrate nel Convegno per dibattere sull’introduzione della Tessera del Tifoso organizzato a Roma dall’Associazione Difesa Consumatori Sportivi. Non esistono ancora atti ufficiali, ma il Viminale avrebbe pronunciato nei giorni scorsi un sì storico. Quello alle coreografie. Nei nostri stadi torneranno bandieroni, tamburi e ci saranno meno vincoli per gli striscioni. Solo i fumogeni resteranno al bando. È una controrivoluzione culturale per il Ministero dell’Interno e un passo avanti sulla strada del dialogo tra Stato e ultras, che - udite, udite - è già iniziato. Anche se in sordina. A fari spenti. Il primo frutto sarà la modifica, con un disegno di legge, della legge Amato: chi ha scontato un Daspo o una condanna per reati connessi a manifestazioni sportive potrà acquistare biglietti e tessera del tifoso. Come giustamente ricordava ieri il senatore del Pdl Andrea Augello, cofirmatario del ddl, «questa è l’unica legge italiana che mantiene il principio della damnatio memoriae ». Dannazione della memoria. Un indelebile marchio di colpevolezza per chi in passato abbia commesso un errore. Spieghiamo. A ravvisare l’incostituzionalità della legge è stata un’associazione di consumatori sportivi, la Adcs. Nata a luglio di un anno fa, e per questo forse sconosciuta ai più, in questi mesi si è data parecchio da fare. Il primo passo è stato quello di concentrare l’attenzione del Senato sull’articolo 9 della legge 41/2007. Vi dice niente? È la legge Amato, che spesso è accompagnata dalla sottolineatura "legge anti-violenza". Come se le altre fossero a favore. Porta la firma dell’allora Ministro degli Interni, che dopo l’omicidio a Palermo dell’ispettore Raciti varò un autentico giro di vite, culmi- N nato in un decreto poi convertito nella legge 41. L’articolo 9 prevede che chi è stato punito con un Daspo (il provvedimento del Questore che vieta l’accesso agli stadi) o è stato condannato «anche con sentenza non definitiva» per un reato commesso durante una manifestazioni sportiva non possa acquistare o ricevere «titoli di accesso». Biglietti o tessere del tifoso, è la stessa cosa. La legge non specifica nemmeno il limite temporale del Daspo. Con le regole attuali, un daspato sarebbe privato a vita della tessera del tifoso. È il motivo numero uno dell’antipatia delle nostre curve verso la carta. L’Adcs ha ottenuto che il senatore (e giurista) del Pdl, Domenico Benedetti Valentini, si facesse firmatario di un disegno di legge, che è già stato presentato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato e che è stato illustrato ieri alla stampa. Nel nuovo articolo 9 si specifica che il Daspo deve essere «in atto». Solo in quel caso non si possono acquistare biglietti o ricevere la tessera del tifoso. Nel caso delle condanne, i tagliandi si possono invece comprare se il soggetto condannato negli ultimi cinque anni per reati da stadio ha già scontato un Daspo per lo stesso episodio. Complicato? Il principio è: se ho pagato per la mia colpa (con il Daspo), perché devo pagare un’altra volta? L’Adcs è andata oltre. In un incontro avuto sette giorni fa con Ieva e Massucci, rispettivamente numero uno e due dell’Osservatorio, ha chiesto il ritorno delle coreografie negli stadi. La risposta è stata: «Sì a tamburi e striscioni, no ai fumogeni ». Ieva si è fatto vivo due giorni dopo con l’associazione. Garantendo che le promesse saranno mantenute. _________________ KE SI VINCA O KE SI XDA FORZA SPEZIA GENOA MERDA!!!
La Spezia. Il gruppo Ultras Spezia si dissocia dalla manifestazione contro gli zingari del prossimo 4 dicembre in piazza Europa dopo che i promotori hanno invitato i manifestanti a portare in corteo vessilli degli aquilotti. "Gli Ultras Spezia - come riporta il Secolo XIX - sono sempre rimasti fuori dalla politica e diffidano a portare in piazza simboli delle Aquile. Chiunque voglia sfilare lo fa a titolo personale. Lo Spezia è amore e passione che prescinde dai partiti".
LA SPEZIA. Il tam tam è partito da facebook in questi giorni ma tutto era già stato deciso il 5 settembre dopo l'incontro nazionale delle tifoserie avvenuto a Roma. Curve d'italia in sciopero,per dire NO alla tessera del tifoso. Anche la curva ferrovia per tutto il primo tempo resterà chiusa e silenziosa "si prega di non creare problemi e di aderire alla protesta pacificamente, le persone più anziane se vorranno andranno in gradinata,alle ore 13 ritrovo ai cancelli". Questo il messaggio degli Ultras Spezia che partecipano quindi fattivamente. Il 14 novembre è prevista la manifestazione a Roma.
Ultras contro la Tessera del Tifoso chi non ce l'ha non va in trasferta
Ieri la novità: da gennaio 2010 le società che ospitano l'evento non potranno vendere tagliandi a chi non sarà in possesso dell'apposito documento.
La reazione: corteo di protesta a Roma il 5 settembre: "La misura è un reale e incombente pericolo"
ROMA, 16 agosto 2009 - Cinque parole: "no alla Tessera del tifoso": agli ultras non piace, anzi si oppongono proprio all'iniziativa promossa dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, che ha fortemente voluto la Tessera convinto che sia il modo migliore per arginare la violenza negli stadi, e anzi sfileranno in corteo a Roma il 5 settembre per dare voce alla loro protesta. Il motivo è evidente: lo strumento ideato dal Viminale punta a fidelizzare i tifosi con i club, responsabilizzando gli uni e gli altri. Ma soprattutto prevede che le società calcistiche non possano vendere biglietti a chiunque sia stato condannato, anche in via non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazione sportive. Tanto più che, ieri, è stato deciso che a partire da gennaio potranno partecipare alle trasferte solo gli ultras dotati della tessera in questione.
LE REAZIONI — "La tessera del tifoso è un reale e incombente pericolo - hanno sottolineato nel corso di una riunione a Latina i rappresentanti di una settantina di gruppi ultras - tra cui quelli di Roma, Lazio, Juventus, Udinese, Milan, Fiorentina, Siena, Reggina, Udinese, Bari - e per questo è necessario batterci per i nostri diritti, per la nostra libertà e per la nostra passione". Come prima mossa i tifosi hanno organizzato una manifestazione a Roma il 5 settembre (il campionato si ferma per la partita della Nazionale) nei pressi dello stadio Olimpico: nella capitale arriveranno da diverse città italiane con l'obiettivo di trovare una linea comune su cui muoversi nel prosieguo del campionato. E si sta studiando l'ipotesi di uno sciopero delle curve. "Dobbiamo restare tutti univocamente fuori dallo stadio - è stato detto a Latina - con un unico striscione, accanto ai nostri fratelli diffidati che, con la Tessera del tifoso, non potranno mai più accedere a un impianto sportivo".
FOCOLAI DI VIOLENZA — Ma non è soltanto la reazione alla Tessera a preoccupare gli investigatori: secondo le più recenti analisi del Viminale sono ancora 450 i gruppi ultras violenti di cui 234 politicizzati e, tra questi, 61 (nel 2008 erano 58) hanno forti legami con movimenti di estrema destra e 28 sono vicini a formazioni radicali di sinistra. Anche in questo campionato, confermano gli analisti, le tifoserie che saranno seguite con maggiore attenzione sono quelle di Roma, Lazio e Napoli, oltre al alcuni gruppi isolati tra gli ultras di Milan, Inter, Juve e Atalanta. E non è un caso che la prima decisione del Comitato di analisi sulla sicurezza delle manifestazioni sportive del Viminale, sia stata quella di vietare in occasione della prima di campionato la trasferta dei tifosi romanisti a Genova e di quelli bergamaschi a Roma. Restano poi i problemi storici, fra cui la battaglia a tutto campo contro le forze di polizia, da anni ormai i veri nemici di tutti i gruppi organizzati tanto che i servizi segreti, nell'ultimo rapporto consegnato al Parlamento, hanno ribadito che la "contiguità" tra "frange di tifo organizzato ed estremismo politico" è caratterizzata da una "forte avversione nei confronti delle forze dell'ordine" che lascia "ipotizzare, in qualche caso, anche disegni preordinati".
COSI' MARONI IN CONFERENZA STAMPA — Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso della conferenza stampa di Ferragosto tenuta al Viminale al termine della riunione del comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza, ha annunciato di aver firmato una circolare che contiene disposizioni per la stagione calcistica 2009-2010 nella quale prevede che tutte le società di calcio "dovranno garantire la tessera del tifoso a chi la chiederà". Entro il 31 dicembre, ha spiegato il responsabile del Viminale, le società di serie A, B e la lega Pro, dovranno garantire delle "’corsie dedicate" negli stadi per i possessori della tessera del tifoso e dei loro familiari o accompagnatori". A partire dal 1 gennaio 2010, ha poi aggiunto Maroni, le società potranno vendere o cedere a qualsiasi titolo i tagliandi riservati ai settori ospiti esclusivamente ai possessori della tessera del tifoso. Si tratta di misure coercitive, ha sottolineato Maroni, che servono a vincere quelle resistenze di quelle società che ancora sembrano avere difficoltà ad adeguarsi. A partire dal prossimo primo gennaio dunque gli appassionati di calcio potranno seguire la loro squadra in trasferta solo se muniti della tessera del tifoso.
Torna "Il Volo", quindicinnale sullo Spezia Calcio
Dopo cinque stagioni di assenza tornerà a partire dalla gara col Legnano il quindicinnale dedicato al mondo dello Spezia Calcio "Il Volo".
Nato venti anni fa dall'idea di Marco Zanotti, accompagnerà i momenti di attesa delle gare interne dello Spezia e sarà distribuito in tutti i settori dello stadio. Diverse le firme dei servizi per un prodotto che mancava, col marchio "Il Volo", dalla stagione 2004-05, quella della presidenza Paolillo.
Avrà otto pagine, in formato A4 e ricalcherà il layout storico.
DOMANI I FUNERALI DI SERGIO PERSIA...EROE DEL 1944
Il penultimo eroe ci lascia. Sergio Persia, fratello dell’indimenticabile Wando, si è spento da splendido difensore qual’era. Lottando nel silenzio come fanno gli eroi dell’area di rigore. Finisce anche lui nello Stadio dei Sogni, ritrovando lassù un gruppo unico. Era stato uno dei ragazzi del 1944, quelli che con la divisa addosso da Vigili del Fuoco, si erano vinti un campionato riconosciuto solo nel 2002. E lui, sia nel 44’ che nel 2002 ne aveva gioito da autentico protagonista. Quando Macalli gli regalò la targa commemorativa e la maglia con lo scudetto al petto nel marzo di quell’anno, disse poche parole, come era solito:”Ce lo siamo meritati”. Una giovinezza la sua passata tutta alla Spezia e tra le campagne di Parma, fino al viaggio ad Acireale, nella Sicilia che lo vide giocare e gioire. Di quella magica squadra che continua a popolare di visioni fantastiche la memoria di chi ama il calcio, era stato un autentico artefice anche non giocando le finali di Milano; per lui ben 8 presenze, tutta la fase eliminatoria. Titolare contro il Busseto, poi contro il Parma, marcando l’ala Loni, protagonista a Suzzara. La formazione titolare la leggevi sul Calcio Illustrato: Bani, Persia Sergio, Borrini, Amenta, Gramaglia, Persia Wando, Medica, Tori, Angelini, Scarpato Costa. L’ingresso di Tommaseo e Ristagno permise a Barbieri di ridisegnare la squadra con il mezzo sistema, di fatto un terzino in meno ed un centrocampista in più. Titolare inamovibile nella prima fase, di fianco al fratello Wando, per cedere la maglia di titolare più avanti, proprio a quello che resta l’unico superstite oggi di quel gruppo, Sergio Bicchielli. Anch’egli però non giocò all’Arena di Milano contro Torino e Venezia. Nato il 6 settembre del 1921 giocò complessivamente nello Spezia 64 gare per essere poi ceduto al Livorno nella stagione 1933-34. Corazziere d’altri tempi, non aveva dimenticato quella divisa da Vigile del Fuoco che spesso era servita per salvare la pelle:”Anche se- ci ricordava anni addietro- spesso non serviva neanche quella per vivere”. E’ stato tra i protagonisti del film rai Spalti di Guerra, che racconta di quella splendida squadra. “Il nostro segreto, la vera anima di quella splendida formazione?- ci disse un giorno- era vedere tutto con gli occhi dei ragazzi. A Parma, durante una trasferta, riuscimmo a sdrammatizzare anche un bombardamento, tanto che, correndo correndo, raggiungemmo il vicino paese di Vico Fertile. Quando finì il bombardamento ritornammo a Parma, alla stazione, dove trovammo Scarpato immerso nella fontana. Rincorreva due pesci rossi”.
Da CDS...Armando Napoletano
PENSIERO DI UN TIFOSO.......
GRAZIE SERGIO...UN GRAZIE DI CUORE...PER AVERCI REGALATO QUELLA PARTE DI ORGOGLIO CHE OGGI NOI TIFOSI ABBIAMO PER LA NOSTRA CITTA' E PER LA MAGLIA BIANCA...QUEL TRIONFO RESTERA' PER SEMPRE UN INSEGNAMENTO DI VITA...DI SPERANZA...E DI AMORE VERSO QUESTO SPORT...VALORI CHE FARANNO VOLARE LE AQUILE VERSO LA GLORIA
E' morto durante un viaggio in nave che lo riportava in puglia il padre del capitano aquilotto Vito Grieco. L'uomo sembra sia stato colto da improvviso malore mentre si trovava a bordo della nave. A nulla sono valsi i soccorsi del medico di bordo. Il sito ultrasspezia1974.com tutto si unisce al cordoglio e desidera mandare un abbraccio al capitano e a tutta la sua famiglia in questo triste momento.
Si è infranto il sogno dei tifosi biellesi di rivedere i propri beniamini calpestare i manti erbosi del calcio professionista dopo due anni di digiuno. Ieri pomeriggio il sogno si è trasformato in incubo, con Older Tescari costretto a respingere la richiesta di iscrizione al campionato di Lega Pro, in quanto non poteva garantire la fideiussione di 120 mila euro necessaria per l'iscrizione. Non sono bastati gli sforzi del patron e del ds Buda per trovare qualche sponsor che garantisse denaro liquido per costruire la stagione ai nastri di partenza. Si era anche parlato di un paio cordate pronte all'acquisto della società, ma queste ipotesi sembrano svanite nel nulla. Ora servono questi acquirenti per consentire l'iscrizione al campionato di Eccellenza, dove "raggiungerebbe" Ceversama e Fulgor Ronco Valdengo, da presentare entro il 15 Luglio, altrimenti della gloriosa società A.S. Biellese, nata nel 1902, resterà solamente un dolce ricordo.(Da www.calciobiellese.it)
Stiamo per concludere una stagione per certi versi problematica e drammatica che, per mille motivi, non immaginavamo di dover vivere.
Ma ciò che preoccupa maggiormente, a prescindere dall’esito della stagione attuale, è il futuro.
Un futuro che, qualora non fosse regolato da un programma ambizioso fondato sulla “voglia di fare” e di vincere, sarebbe triste, inutile e fallimentare.
E allora meglio parlarsi chiaro sin da subito.
Perche’ oggi abbiamo deciso di uscire allo scoperto alla nostra maniera con questo comunicato?
Semplice:
1) Una “comunicazione” che non esiste o quasi, in effetti dura da mesi un atteggiamento da parte del Sig.Jacopetti che rappresenta la PROPRIETA’, fatto di se e tanti ma che, probabilmente scaturiscono dalla sua poca conoscenza del calcio fatto in una Piazza che giustamente merita di piu’ e fa sentire il proprio attaccamento o da ALTRO !!?? 2) Gli innumerevoli episodi accaduti durante l’anno che, oramai sono di dominio pubblico. 3) Le scelte di mercato fatte a gennaio che non hanno giovato alla causa. 4) Lo scollamento che da piu’ parti viene evidenziato tra parte tecnica e dirigenza.
Riprendiamo e riportiamo questo pensiero di 6 mesi fa e chiediamo a gran voce ORA, CHIAREZZA,TRASPARENZA E RISPETTO.
Siamo partiti in Ottobre che il pensiero ricorrente era il seguente:
Perché a volte sarebbe meglio morire.
Calcisticamente si intende. Il perché è semplice, il calcio come lo intendono molti, e noi siamo tra quelli, è solo amore e passione. I soldi vengono in secondo ordine. Se questi sentimenti sono assenti tutto diventa freddo, arido e la fine è scontata. Tutto questo tradotto a Spezia è sotto gli occhi di tutti: migliaia di innamorati a mangiarsi il fegato ed una dirigenza (sarebbe più corretto dire un amministratore unico) impassibile, priva di passione perché povera di senso di appartenenza.
A queste condizioni la nostra posizione, oltreché essere lontana da questo modo di far calcio, non può che essere di decisa contestazione.
Far calcio a Spezia significa far i conti con la storia, significa rispettare i colori di squadra e città, significa rispetto di gente innamorata dello Spezia. Cose per noi importanti ed imprescindibili, anche, o meglio, soprattutto in serie D.
Una riflessione: ma cosa sono venuti a fare? Altro, rispettabilmente dell’altro, che con il calcio non c’entra davvero nulla…
Oggi siamo arrivati ad un punto del “percorso” che necessita di domande e risposte inequivocabili:
- Dott.Volpi, in questa città che non sente sua, in questo sport che non l’appassiona, intende per il futuro organizzare e programmare stagioni sportive ambiziose e all’altezza di quanto questa piazza meriti?
-Sindaco e consiglieri vari (quelli che avete consegnato la Società al Dott. Volpi per intenderci), pur nel vostro disinteresse totale verso le sorti calcistiche della città, siete soddisfatti dell’operato della Società Spezia Calcio? Vi convincono (se di vs. conoscenza) i programmi per il futuro e gli obiettivi prefissati?
-Organi di informazione complici e servili (fatte salve pochissime eccezioni) ma quando inizierete, se capaci, a fare informazione critica ma costruttiva, vera e sgombra da atteggiamenti plagiati e meschini?
La misura e’ colma, la pazienza credo sia esaurita in ognuno di Noi che Amiamo sta maglia,c’e’ chi ha deciso di starsene a casa per protesta,chi si logora e si domanda,chi invece non ha abbandonato i gradoni del Picco e Ora chiede con rabbia CHE NE SARA’ DI QUESTO SPEZIA CALCIO DOMANI!!!??
Davanti a questa gente, a questa passione, su questo campo cosi' stretto e soffocante per gli avversari, chiedo sempre ai miei ragazzi di dare tutto quello che hanno dentro, ed anche oltre. Non si proccupino, garantisco un funerale di lusso" ((Enrico Bertorello, Presidente, 1956))