. Il momento per Lo Spezia è delicatissimo, dopo la sconfitta interna di domenica scorsa, si è aperta una crisi profonda, e per una squadra partita con i favori del pronostico, e con la dichiarazione del presidente Volpi che l’obiettivo unico era la promozione, il campionato rischia di finire prima ancora di entrare nel vivo della competizione. Preoccupa non tanto la situazione attuale di classifica, che vede lo Spezia ormai posizionato nella parte bassa, quanto l’enorme difficoltà a produrre gioco della squadra, la scarsa solidità difensiva, l’assenza di reazione nervosa e psicologica alle difficoltà, e la scarsa adattabilità dei giocatori a cambi di modulo. Difficile capire, al di la degli errori commessi, quali siano ora i rimedi per uscire da questa situazione assai confusa. Mancano anche punti di riferimento, e convinzione e insistenza sulle scelte effettuate, ad esempio, più volte è stato affermato che non era possibile schierare contemporaneamente le tre punte, per poi invece provare a farle coesistere, e alla prima difficoltà accantonare il progetto, per poi riproporlo, e poi nuovamente accantonarlo. Le scelte andrebbero fatte con più convinzione, difese se ci si crede veramente, mentre qui si va troppo spesso a tentativi, con il solo risultato di confondere le idee dei giocatori, che un giorno si trovano a seguire un certo disegno tattico, che il giorno dopo è accantonato alla prima difficoltà, per seguirne un altro a cui magari non si crede profondamente. La mia personale lettura del perché alcuni giocatori stiano rendendo molto al di sotto del loro standard abituale, è proprio questa, c’è troppa confusione e poca convinzione nel seguire strade precise. In questa fase così delicata servirebbe l’apporto e l’appoggio dei tifosi, che invece sono critici e contrariati verso la proprietà, che perseguendo una politica societaria molto aziendalista e moralista, non ha mai creato coinvolgimento, consenso e passione, con il solo risultato di creare un ambiente ostile che certo non giova alla squadra, anzi la penalizza enormemente. La politica societaria seguita dal presidente Volpi e i suoi dirigenti, è incentrata sullo stipulare con i giocatori contratti annuali economicamente adeguati alla categoria in cui si milita, questa linea, se pur moralmente irreprensibile, perché evita alla società di dover sopportare contratti pluriennali e costosi con giocatori che non si dimostrano all’altezza della situazione, però finisce per ostacolare l’arrivo in maglia bianca di molti giocatori validi, in quanto questa strategia, seppur giusta, non è fatta dalle altre società di prima e seconda divisione, che operando in maniera classica, si aggiudicano molti dei calciatori contattati dallo Spezia. In questo modo finiscono per arrivare a Spezia giocatori ugualmente validi, ma che vengono da precedenti annate problematiche, e il cui rendimento è tutto da scoprire. Inoltre, guardando il panorama calcistico italiano, appare evidente che le squadre neo-promosse, in ogni categoria, riescono anche a lottare nelle prime posizioni della categoria superiore, quando, dopo la promozione, sono fatti pochissimi ritocchi all’organico dell’anno precedente, e questo appare possibile soltanto stipulando contratti pluriennali che legano e coinvolgono veramente il giocatore in un progetto ambizioso. Lo Spezia agli occhi dei tifosi sembra invece andare nella direzione opposta, e questo crea nella tifoseria un senso di disagio, che finisce, in mancanza di risultati, per portare ad una contestazione che non è preconcetta, ne preordinata, ma figlia di una proprietà che non è mai riuscita ad alimentare i sogni e le fantasie della tifoseria, almeno con dei colpi di coda atti a creare entusiasmo e fiducia. I tifosi non sono dipendenti di un’azienda, a cui basta dire che la proprietà è economicamente solida e ben organizzata per tenerli buoni e tranquilli, i tifosi vanno conquistati, solo così si acquista credito e credibilità da spendere poi nei momenti difficili, in modo che la tifoseria sia valore aggiunto e non un problema. Purtroppo la società tutto questo sembra non capirlo, arroccata nelle proprie convinzioni, continua a dare risposte già prestabilite, dette e ridette, che finiscono solo per alimentare disappunto e voglia di starsene a casa. In passato lo Spezia ha avuto proprietà ben peggiori, eppure mai così contestate e bistrattate, sembra un assurdo eppure è un dato di fatto, l’analisi di questo spazia in varie spiegazioni, ma io credo sia solo riconducibile al fatto che questa società non riesce a creare entusiasmo, ma solamente aspettative poi disilluse nei risultati.(Lettera a CDS di Paolo Carafa)
La Spezia. Quel giorno gli annali ricordano uno Spezia-Pro Vasto 1-0, rete di Agostini al 17°. Era esattamente il 6 ottobre del 1974 e va ricordata come la data di nascita del gruppo Ultras Spezia. Trentacinque anni di vita, tantissime le persone che si sono succedute lasciandosi il testimone con generazioni che cambiano, qualcuno che purtroppo non c'è più, altri che si sono allontanati con l'età della ragione, altri ancora che hanno fatto una veloce apparizione. Gli auguri a questo gruppo che nel bene e nel male ha fatto conoscere lo Spezia e i suoi tifosi in tutta Italia sono, secondo noi, racchiusi in uno stralcio della dedica che apre il libro uscito dieci anni fa per il venticinquennale del gruppo: a chi ha alzato almeno una volta la sciarpa al cielo, a tutti quelli del Picco, a chi canta i cori anche se non è Ultras, a tutti quelli che non ci sono più e seguono le Aquile dal...Paradiso, a chi ha gridato almeno una volta nella vita Forza Spezia, a quelli che hanno portato lo striscione Ultras in giro per tutta Italia, a tutti quelli per cui lo Spezia rappresenta una ragione di vita"
La Curva Ferrovia: col Fano tutti con bandiere e maglie bianche
Le previsioni meteo per domenica non promettono nulla di buono ma il Picco, ne siamo certi, riuscirà a trasmettere come al solito ai suoi giocatori tutto il calore necessario per affrontare al meglio il Fano e la prima gara del gironcino play-off. Tutto lascia presupporre che l’affluenza possa essere ancora superiore rispetto agli ultimi due incontri casalinghi nei quali si è rivisto un pubblico entusiasta, capace di fare la differenza e pronto a soffrire fino alla fine con lo Spezia. Per coinvolgere ulteriormente tutti coloro che saranno allo stadio domenica, i ragazzi della Curva Ferrovia invitano a presentarsi muniti di bandiere e magliette bianche come impongono le grandi occasioni. Intanto cresce l’attesa anche in casa dei marchigiani i cui tifosi stanno allestendo un pullman e diverse auto per raggiungere Picco.
Al termine dell'allenamento odierno una delegazione degli Ultras ha fatto visita alla squadra per un confronto. Squadra e tecnico hanno ascoltato i tifosi che hanno confermato il loro sostegno da qui alla fine del campionato dando la carica a giovani e vecchi e chiedendo di esplicare le loro sensazioni dopo lo 0-0 contro il Savona. L'incontro si è tenuto all'interno degli spogliatoi dello stadio "Ferdeghini": "Si è trattato di un confronto costruttivo in nome del comune obiettivo" - spiegano i tifosi.
"Penso che non sia mai accaduto in nessuno stadio al mondo che i tifosi si siano sopraelevati una curva. Era piccolo, non c'erano soldi per ristrotturarlo ma solo per costruirne una parte di ferro tubi. I ragazzi della curva e tanti tifosi hanno (Luciano Spalletti, 31 gennaio 2006)