Chi fondo' gli ultras non poteva immaginarsi di causare una escalation di pazzia tale da portare una citta' intera a comprarsi la propria squadra di calcio.
Da poche decine in gradinata a centinaia nella vecchi Ferrovia di 4 gradini, a costruirsi in una notte la propria curva, dai generosi Fusani e Mordenti ad un presidente diverso ogni anno, dal comitato di Reggenza negli anni 80, a Rossetto, a Big Lele Sitta, a Blengino; una vita da tifoso piena di agonia e di malasorte.
Ma in questi anni si sviluppa una fede, una dottrina ed un orgoglio di una tifoseria che oggi conta migliaia di unita',una consapevolezza ed un' orgoglio che parte dalla Curva Ferrovia e finisce per contagiare un'intera citta'.. senza colori se non quello dello Spezia, che come poche resta unita e si stringe a se nei momenti di maggiore difficolta'.
Diciamocelo chiaramente: Non ne' potevamo piu' di gettare la nostra sorte nelle mani degli altri...
E' giunto davvero il momento di essere davvero padroni della nostra sorte.
Vedete, ho iniziato a buttar giu' questo articolo, pensando che venisse piuttosto lugo come racconto, ma qusta cosa, quello che si doveva fare e' li' talmente chiaro e lucido davanti che credo che bastino queste poche righe..
Stiamo scrivendo la Storia, di una squadra, di una citta e di una tifoseria che ormai e' gia piu' che leggenda..
Oggi al “Picco”, un catino ribollente di tifo con un’atmosfera di gasamento collettivo, Varricchio è diventato Maradona e Guidetti si è trasformato in Van Basten, non solo per merito del pittoresco speaker di casa, ma anche per colpa di una difesa (la nos (Andrea Avato Giornalista di Arezzo)