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Addio alla B, sperando sia solo un arrivederci

Addio alla B, sperando sia solo un arrivederci 


 
Una lunga sequenza di emozioni e stati d'animo


 
Mellon Collie and the Infinite Sadness è il titolo di un bellissimo album degli Smashing Pumpinks, una delle band più importanti ed innovative del rock anni novanta.
Credo possa riassumere lo stato d’animo dei tifosi spezzini in queste ore.
Ed insieme con la malinconia e la tristezza, nelle nostre menti si affollano i ricordi, sequenze nitide di immagini e di emozioni di questi tre anni memorabili.

Max che al terzo minuto del primo tempo scatta tra due difensori genoani inebetiti d’arroganza da sottovalutazione e superbia di quelli che vincono sempre, stoppa di petto e di sinistro al volo lo mette dritto nell’angolino, sotto le gambe del portiere, si strappa la maglia di dosso e la lancia nel cielo sotto la Ferrovia, con tutto il Picco che sembra scosso da un terremoto di magnitudo sei e che debba sprofondare da un momento all’altro, diecimila urla spasmodiche e strozzate, respiri affannati, spezzati, tachicardie estreme impazzite, bulbi oculari increduli e strabuzzanti. Baci e abbracci. Lacrime. Tutto un coro, un balletto, un saltare abbracciati, con le mani strette in quelle del vicino, amico, conoscente, sconosciuto, spalla contro spalla e testa contro testa. Sino al secondo goal. Liberazione e apoteosi finale. Dopo, una notte insonne carica d’adrenalina, nemmeno si fosse scalato il Cento Croci in bici, tutto d’un fiato.

Il Goal di Padoin a TorinoPadoin che al novantesimo arpiona tra petto e pancia il pallone pennellato da Max, quasi si scontra con Varricchio, ma rimane in equilibrio sull’unica gamba che gli è rimasta, e lo mette sotto la traversa, con un tiro dritto e sbilenco che anche se ci provi mille e mille volte nei secoli non ti tornerà più. Quella corsa di tutta la squadra sotto un settore ospiti bianconero impazzito, perché sei ai play out, perché sei nella storia, perché hai vinto con la Juve a Torino, con la Juve in casa sua, cazzo, ma quando ti ricapiterà, ma chi poteva solamente sognarlo nei suoi sogni migliori?

Willy che mi abbraccia, mi stritola, perché pesa cento chili, è alto uno e novanta, non ho mai visto, mai in vita mia, un omone così che piange come un bambino e tutto intorno gente che piange come noi e che ride, che urla e si leva la maglia, la lancia, la sventola come se fosse una bandiera e poi ci ritroviamo in mezzo al campo da calcio, siamo in cinquemila, i Padovani zitti, rosi dall’invidia, e corriamo, saltiamo, strappiamo l’erba e ce la mangiamo, e con la coda dell’occhio vedo Soda che vola in cielo ed i calciatori aquilotti che scappano verso gli spogliatoi, ma non ci riescono, sono bloccati da braccia e mani che li abbracciano e li avvolgono, ed allora piangono e ridono anche loro ed io non capisco nemmeno più dove mi trovo e forse chi sono.

I veronesi che piangono lacrime amare al novantacinquesimo ed io che ci godo, una goduria immensa, perché noi siamo salvi e loro hanno fischiato e fatto il verso della scimmia contro Do Prado per tutta la partita, tifoseria razzista, Do Prado che una settimana prima era scattato di lato, palla al piede, proprio sotto il mio settore dei distinti, ed aveva lasciato andare una lecca da trentacinque metri che il loro portiere non ha nemmeno visto, ed ora ho negli occhi ancora il Volo di Santoni con il pallone che non entra, eh no, cari veronesi, non entra proprio, è solo calcio d’angolo, ci andate voi in C1, noi rimaniamo in B, una volta tanto ci va bene, allora è vero che a volte Davide vince contro Golia.

Questi sono i miei ricordi più belli. Quelli brutti non li racconto, me li tengo dentro. Insieme alla tristezza ed alla malinconia. Ed alla rabbia profonda.

Alla passione ed all’orgoglio, che mi permettono di sperare ancora.

Una piccola riflessione, al di là del grave problema contingente della salvezza della società e della permanenza nel calcio professionistico, possibilmente in C1, che in questi giorni dovremo affrontare e cercare di risolvere con ogni mezzo:
lo Spezia Calcio mi sembra proprio la migliore metafora per rappresentare la nostra città.

Una città in cui le eccellenze e le potenzialità, che pur esistono, stentano ad emergere, soffocate dalla mediocrità dominante e stantia della sua classe dirigente.
Una città in cui gli unici modelli di sviluppo sono pile di container, nuovi ipermercati e rigassificatori inquinanti. Un far west generalizzato, senza una coesione reale (anche nella dialettica d’idee) delle componenti politiche, sociali e produttive verso progetti organici ed innovativi.
Nuove idee di sviluppo e di crescita, che magari potrebbero passare dalla valorizzazione del nostro patrimonio ambientale, dal recupero delle aree militari, dal rilancio del turismo, dei servizi e della cultura, dell’economia sana del mare, la cantieristica, l’offerta di porticcioli e servizi, la ricerca tecnologica e la biologia marina.

Invece, viviamo in un contesto molto favorevole alla calata dei barbari o alle razzie di moderni pirati saraceni, che si nascondono dietro la maschera di imprenditori sedicenti.
Vengono qui a prendere e non ci lasciano niente. O molto poco.
Basta pensare a quelli che volevano comprare lo Spezia in questi mesi.
Nel migliore dei casi, chiedevano in cambio la costruzione di discariche alla Foce.
Non si baratta un territorio e la salute dei cittadini con una squadra di calcio.
Chi viene da fuori e vuole investire è benvenuto, ma in sinergia ed in collaborazione, non da padre padrone e uomo della Provvidenza.
Questa città è in grado di mantenere fermo questo assunto?

Mi piace credere che La Spezia, in tutte le sue articolazioni, voglia e possa alzare la testa e riprogettare la propria identità e realizzare il proprio benessere.
Se ciò accadrà, probabilmente le nostre preoccupazioni calcistiche potranno essere le partite finali del campionato per accedere al primo turno di Champions League.

Perché il pubblico da A esiste già, bisogna solo costruire una città ed una squadra a sua immagine.

Sempre Forza Spezia. E domenica, tutti al Picco.

26/05/2008 12.38.32
 Marco Ursano(CDS)




Da streg, Martedì, 27 Mag 2008 01:57, Commenti(0)
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