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Spezia Calcio 1906 -Storia

Storia Spezia CalcioLa Storia dello Spezia

"Bisogna stare vicini a questa squadra, che i vecchi tifosi vadano sempre allo stadio con un giovane, il loro figlio, allo stadio in due, mai soli, per unire l'ieri all'oggicon la certezza del domani.Questa squadra e' da sempre in difficolta', stiano sereni, se ci penso,per quel pubblico, mi rimetto la divisa anche da vecchio"

(Riccardo Carapellese)

 

Il18 Dicembre del 1906 lo svizzero Herman Hurni assieme ad altri suoi connazionali fonda lo Sport Club Spezia che diventa il primo club ad organizzare partite nella nostra citta' contro squadre di marinai di passaggio (soprattutto inglesi e francesi).
Il 20 Novembre del 1911 per iniziativa di giovani studenti nasce lo Spezia Foot Ball Club. Un centinaio le adesioni. Il 3 Dicembre dello stesso anno fu convocata la prima assemblea e nominato presidente il prof. Francesco Corio.
Il 20 Gennaio del 1912 si svolse la prima partita in p.za d'Armi contro la Virtus Juventusque Livorno. Risultato finale 2-2. Primo marcatore della storia spezzina e' Alberto Picco (che morira' sul monte Nero durante la prima guerra mondiale).
Nel 1919 lo Spezia perse, alla prima giornata, 1-0 contro il Vado, fu l'unico insuccesso di una stagione che si rivelò esaltante con la vittoria del campionato e l'approdo nella prima divisione (una specie di serie B).


Nel '20 Lo Spezia adotta l' attuale maglia bianca al posto di quella celeste usata fino ad allora. Durante il campionato 1922/23 vi è da ricordare la prima squalifica del Picco. Si gioca Spezia-Genoa (3000 spettatori).
Molti marinai tifano per il Genoa, gli spalti si trasformano in ring, la rissa si sposta fuori dallo stadio fino alla stazione ferroviaria, lungo il tragitto insegne genoane e i loro portatori finiscono nel Lagora (un canale poco distante dallo stadio). Picco squalificato per... un anno. Si arriva alla stagione 1928/29 nella quale lo Spezia domina il girone A della Prima Divisione e viene ammesso alla neonata Serie B.
Storia Spezia Calcio anni 20-40Nell' Aprile del '29, per incidenti in occasione dell'amichevole con la Fiorentina, Picco squalificato per una domenica. Nel 1935/36 viene modificata la formula dei campionati e lo Spezia si ritrova nella nuova serie C. Cambia denominazione in Associazione Calcio Spezia e vince il campionato tornando in serie B.
Il 1940 vede gli aquilotti vincere il proprio girone di serie C (erano appena retrocessi) e accedere agli spareggi per la B quando e' appena cominciata la seconda guerra mondiale. Un gol regolare contro il Savona viene annullato. Il reclamo è respinto ma l'esclusione del Palermo per motivi finanziari permette la promozione dello Spezia in B.
La stagione '50/'51 segna purtroppo l'ultima apparizione del club ligure nel campionato di serie B. Lo Spezia patisce tre retrocessioni di fila e si ritrova in Promozione Ligure!
Il 18 Agosto 1954 per risalire la china si fonda con l'Arsenalspezia dando vita alla nuova societa' A.C. Spezia-Arsenal, colori sociali: bianco e celeste. Si riparte dalla IV^ serie.
Quattro anni più tardi cambia ancora la denominazione in, Spezia FBC 1906. Vengono recuperati i colori sociali usuali e risale di nuovo in serie C dove vi rimane per quattro anni.
Le stagioni successive vedono lo Spezia affrontare il campionato di serie D. Dal1966 al 1979 la squadra disputa campionati anonimi, eccetto nel 68 in cui viene sfiorata la promozione, mentre nel 76 rischia una clamorosa retrocessione in serie D . Al primo anno con la nuova formula retrocede dalla C1 in C2, ma risalira' subito.


Nel 1979/80 lo Spezia finisce terzo dietro Prato e Rondinella, ma quest'ultima rimane coinvolta in un caso di illecito. Il portiere dell'Albese era stato avvicinato da un dirigente della Rondinella prima del match della terz'ultima giornata vinto dai toscani. Sei punti in meno ai fiorentini e Spezia in C1. Massimo Barbuti con 23 reti e' il bomber dei record.
La stagione 1980/81 è assolutamente da dimenticare, soltanto 19 punti, nonostante Barbuti sia di nuovo capocannoniere (17 reti). Addio C1.
Gli anni tra il 1981 e il 1985 sono particolarmente difficili e vedono lo Spezia più volte vicino alla retrocessione. Salvi per un punto nell'83 e nell'84, addirittura ringraziando la classifica avulsa nell'85 quando ben sei squadre terminano a pari punti ultime in classifica (retrocedono in tre).
La stagione 1985/86 vede Pietro Rossetto rilevare la societa'. Ingaggia il mister spezzino Sergio Carpanesi, arrivano alcuni giocatori indimenticabili tra cui Borgo, Ferretti, Telesio, Brilli e Pillon. Rossetto viene arrestato e lascia la squadra al verde... la squadra vola ma la societa' fallisce e viene ricostituita come Spezia A.C. Il Picco viene squalificato tre turni per il lancio di oggetti all'indirizzo dell'arbitro di Spezia-Entella. I giocatori mantengono la concentrazione e centrano la promozione in C1 contro la Pistoiese all'ultima giornata in un Picco riempito oltre il limite della capienza (si parla di 13000 spettatori!!!).


Si arriva alla stagione 1988/89 dopo una salvezza non troppo sofferta e un titolo di campione d'inverno a cui non si e' dato seguito, lo Spezia di Carpanesi e' in vetta alla C1. Per il secondo anno consecutivo e' primo al termine del girone d'andata. I gol di Oscar Tacchi portano gli aquilotti ad un passo dal sogno serie B. Purtroppo la sconfitta a Lucca all'ultima giornata costa cara ed e' un brusco risveglio per tutta la citta'.
Dal 1989 al 1993 dopo la B sfiorata la societa' non da molte garanzie e se ne vanno i migliori giocatori. Ecco allora campionati anonimi ma fortunatamente tranquilli.Nel stagione 1993/94 lo Spezia finisce il campionato al 16° posto il che significa Play-Out (la nuova formula prevede spareggi sia per la promozione che per la salvezza). In un drammatico testa a testa gli aquilotti cadono ingiustamente a Massa durante i tempi supplementari. E' retrocessione, ma sono anni difficili finanziariamente e molte squadre in difficolta' vengono cancellate, tutte le retrocesse sono ripescate... il dramma e' solo rimandato. L'anno sportivo 1996/97 è uno dei più neri della storia del club, allo Spezia non ne va bene una. Moltissime e immeritate sconfitte si sommano e la situazione diventa irrecuperabile, lo Spezia (che nel campionato precedente si era salvato ai Play-Out) conclude il campionato all'ultimo posto, e' retrocessione diretta senza spareggi.
Storia Spezia Calcio anni 40-70-80Nel 1997/98 lo Spezia aggancia la quinta posizione con un buon finale di campionato. Nei Play-Off passa sul campo della superfavorita Rimini con un gol in pieno recupero di Roberto Chiappara. Lo spareggio promozione contro l'Arezzo si disputa a Pistoia. Piu' di 4000 spezzini seguono la squadra che lotta con ardore, ma nei tempi supplementari, in nove, gli aquilotti cedono il passo, finisce 2-1 per gli aretini.La stagione 1998/99 è segnato dall'epilogo del big-match contro il Pisa primo in classifica. Prevedendo almeno 2000 tifosi toscani,ilquestore "espropria" la Curva Ferrovia per sistemarci i nerazzurri. La squadra per protesta entra in campo dieci minuti in ritardo, gli Ultras appostati in gradinata non ci stanno, dopo una decina di minuti una pioggia di oggetti provoca la sospensione dell'incontro (colpito un guardalinee alla testa). Sconfitta a tavolino e due turni di squalifica al campo. Un'ulteriore punizione portera' gli aquilotti a disputare in campo neutro anche l'ultima di campionato. Nel turno di andata degli spareggi promozione, lo Spezia, supera l'Albino Leffe per 1-0 al Picco. Questa volta, al contrario del campionato precedente, un gol in pieno recupero nel ritorno costa, al club ligure, l'eliminazione dai Play-Off.
L'anno della svolta è il 1999 quando la società passa nelle mani di un gruppo di imprenditori milanesi (Angelo Zanoli, Roberto trevisan, Luigi Viganò e Claudio Rocci), la nuova dirigenza infatti non bada a spese: fra gli aquilotti cinque hanno esperienza di serie A, oltre a Salsano, gia' in maglia bianca, arrivano: Bordin, De Vincenzo, Agostini Chiappara mentre come allenatore viene ingaggiato l'emergente Andrea Mandorlini.


Gli aquilotti sono la squadra da battere.L' unica formazione che nel girone di andata sembra mantenere il ritmo dei liguri e' l'Alessandria. Nello scontro diretto, al Picco, 8000 spettatori trascinano i bianchi a ribaltare lo svantaggio iniziale e a vincere 2-1. Nel girone di ritorno lo Spezia fa il vuoto stabilendo due record: 34 incontri senza sconfitte e ben 76 punti.
Il primo anno della squadra di Mandolini in serie c1 è entusiasmante. Nel girone di andata le vittorie casalinghe per 3-0 contro Pisa e Livorno sono da estasi sportiva, bellissima, nonostante la sconfitta è anche Spezia-Modena finita 2-3 in un Picco esaurito in ogni ordine di posto.
Nel girone di ritorno gli uomini di Mandorlini rallentano la marcia, ma centrano comunque l'obbiettivo play-off piazzandosi al quinto posto. Purtroppo la semifinale viene decisa da un errore difensivo di Stefano Sottili che si fa soffiare il pallone dalla punta lariana Colacone abile a non farsi sfuggire la ghiotta occasione e a depositare la sfera alle spalle dell'incolpevole Hugo Rubini.Nella partita di ritorno lo Spezia non riesce a trovare la via della rete complice anche un Brunner in giornata di grazia. L'assalto alla serie cadetta è soltano rimandato.
Nel mercato estivo la società riesce a portare in riva al golfo giocatori di sicuro affidamento come: Giovanni Pisano, Marino D'aloisio, Giovanni Dall' Igna e Renato Buso. La concorrenza è molto agguerrita, in modo particolare Livorno Treviso e Lucchese sembrano le squadre in grado di tenere il passo degli aquilotti. Infatti nel girone di andata Treviso, Livorno e Spezia si danno battaglia per la testa della classifica, mentre la Lucchese non è in grado di confermare il pronostico.
Nella seconda parte della stagione Livorno e Spezia fanno il vuoto complice un incredibile calo fisico e mentale dei veneti. Alla fine gli amaranto riescono ad avere la meglio nonostante la sconfitta nello scontro diretto, all' Armando Picchi,
per 1-0, grazie ad un grandissimo gol di Francolino Fiori.

Lo Spezia è nuovamente costretto a passare per gli spareggi promozione dove incontra la sorprendente Triestina. Al Nereo Rocco finisce 2-0 per gli alabardati, un risultato davvero incredibile, considerati i 13 punti che separavano le 2 squadre al termine della stagione regolare.
Storia Spezia Calcio anni 80-2000Nella partita di ritorno Giovanni Pisano realizza, nel secondo tempo, su calcio di rigore il gol della speranza, ma ben presto si capisce che lo Spezia non ha più la lucidità e la forza fisica per affondare il colpo che aprirebbe le porte della finale. La Triestina si impone, ai tempi supplementari, anche al Porta Elisa di Lucca, in un match vietato ai deboli di cuore, conquistando cosi' l' accesso alla serie cadetta. Per lo Spezia si profila l'ennesimo campionato di serie c. Nell 'estate 2002/2003 il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, rileva il 30% della società ligure rimediando cosi' all'uscita di alcuni dei soci storici quali Trevisan e Viganò che decidono di abbandonare il club dopo tre anni indimenticbili. Anche l'allenatore, Andrea Mandorlini, decide di provare il salto di categoria, accettando l'offerta dell'ambizioso Vicenza. Dalla Liguria viene seguito dal capitano, Roberto Bordin, mentre Gianluca Coti rifiuta clamorosamente il trasferimento, preferendo restare in riva al Golfo dei Poeti. Purtroppo lo Spezia perde anche l'uomo chiave del centrocampo, Michele Menolascina che passa al Brindisi squadra che milita nel campionato di serie c2.


La campagna acquisti è invece caratterizzata dall'arrivo di diversi giovani della primavera dell' Inter, campione d'Italia e del prestigioso torneo di Viareggio, tra cui: Pandev, Stojkov e il portiere Cordaz. Dal Cesena arriva il difensore Gianfranco Parlato mentre dal Napoli viene prelevato Giuseppe Alessi. La scelta del nuovo allenatore, dopo una lunga ed attenta riflessione, cade su Flavio Brini. L' esperienza con il club ligure dell'ex tecnico dell' Ancona dura poco, infatti pochi giorni prima dell'inizio del campionato viene esonerato. La guida tecnica della squadra è affidata per un periodo di transizione a Sassarini. Successivamente il Presidente Zanoli decide di affidare l'incarico a Stefano Cuoghi. Dopo qualche risultato incoraggiante come ad esempio la vittoria per 2-0 sulla capolista Treviso, la situazione si complica nuovamente. La squadra non riesce ad ottenere i risultati sperati, Cuoghi perde la fiducia dei giocatori e del pubblico e la dirigenza è costretta nuovamente ad esonerare l'allenatore. Al suo posto subentra l'esperto Walter Nicoletti abile a ricompattare il gruppo e l'ambiente conducendo lo Spezia al sesto posto della classifica a soli tre punti dalla zona paly-off.
La stagione seguente la panchina viene affidata a Paolo Stringara, ma l'esperienza del tecnico di Orbetello dura pochi mesi a causa dei risultati davvero poco convincenti ottenuti dalla squadra. Al suo posto viene chiamato Marco Alessandrini che riuscì a risollevare la squadra da una situazione di classifica preoccupante.

Il campionato 2004-2005 si apre con la novità di un girone composto non più dalla logica nord-sud ma al contrario da una parziale divisione verticale che porta al "Picco" squadre come il Frosinone,l'Acireale,il Vittoria e la Fidelis Andria,con buona pace dei tifosi costretti a lunghissime trasferte. La stagione però verrà sopratutto ricordata per l'uscita definitiva di Zanoli e la contemporanea acquisizione da parte dell'inter dell'intero pacchetto azionario della società.Tra le sue ultime scelte di mercato quella di Max Guidetti che si rivelerà come la scelta più azzeccata della sua gestione. Come nuovo presidente viene nominato Ernesto Paolillo,esperto manager del settore finanziario,membro del consiglio di amministrazione dell'Inter,ma sopratutto persona molto vicino a Massimo Moratti. Arrivano con lui anche alcune giovani promesse del vivaio neroazzurro tra cui Hernan DallaFiore, Nicola Beati e Riccardo Meggiorini. A Febbraio nuovo cambio dell'allenatore :arriva Loris Dominissini in coincidenza di una bella vittoria contro il Pisa.Le speranze dei tifosi sono tutte concentrate nel raggiungimento della zona play off che purtroppo sia pur per poco sfugge agli aquilotti. A parziale consolazione arriva la vittoria per la prima volta della Coppa Italia .

 L’onore di sollevare al cielo la Coppa Italia viene riservato al capitano Roberto Bordin (tornato in maglia bianca dopo un solo anno a Vicenza) che chiude cosi’ a 40 anni la sua carriera, in totale 162 presenze con lo Spezia per lui.

Festa al Picco per la BE quando meno te l’aspetti ecco che arriva l’anno buono.
In una stagione in cui sembrava che le porte della promozione fossero blindate per l’arrivo inaspettato del Genoa nel Girone A della C1 (a causa dell’illecito di Genoa-Venezia della stagione precedente).
Guarda cosa si fa per la nostra città…
Un mese che nessuno potrà dimenticare. Stiamo parlando del mese che va dal 1 Aprile al primo Maggio 2006, un mese che ha cambiato la storia dello Spezia ma soprattutto ha messo in moto un fenomeno che ha coinvolto la città unendola in modo stretto alla propria squadra. Tutto ha inizio con l’avvicinarsi della gara dell’anno, per qualcuno addirittura del secolo: Spezia-Genoa. I rossoblu primi in classifica, lo Spezia secondo con gli aquilotti che vincendo possono riaprire clamorosamente il campionato. Lo stadio Picco è già esaurito da settimane, tutti i biglietti sono stati venduti, eppure qualcosa non va… Succede che a pochi giorni dalla partita la Prefettura, temendo un largo afflusso di tifosi genoani, decide che domenica 2 Aprile non si può giocare per problemi di ordine pubblico. La gara viene spostata a mercoledì 5 Aprile a Modena: un colpo durissimo per la tifoseria spezzina, un danno per la società Spezia Calcio ma soprattutto una grande umiliazione per la nostra città. E’ a questo punto, però, che scatta la molla decisiva. La Spezia città scende in campo al fianco dello Spezia squadra. Sabato 1 Aprile i tifosi attuano una civile ma ferma protesta, prima bloccando il traffico per le vie della città e successivamente dirigendosi in stazione dove impediscono per un’ora il passaggio dei treni. Il “caso Spezia” è trattato da tutti gli organi d’informazione anche nazionali, mentre domenica 2 Aprile, il giorno in cui avrebbe dovuto svolgersi Spezia-Genoa, i tifosi spezzini si ritrovano dietro la Curva Ferrovia sfilando poi silenziosamente per le vie della città e alla sera danno vita ad una fiaccolata a cui partecipano 2000 persone. Il motto di quei giorni è: “Guarda cosa di fa per la nostra città”. Nel frattempo lo Spezia Calcio e le istituzioni cittadine si adoperano per fare in modo che la partita possa giocarsi al Picco e martedì 4 Aprile giunge la notizia tanto attesa: Spezia-Genoa si gioca a Spezia giovedì 6 Aprile alle 15, una grande vittoria per la città di Spezia che non si è piegata ad un evidente sopruso e, con civiltà, ha lottato per ottenere il rispetto delle regole. Così si arriva al giorno della partita in uno stadio gremito in ogni ordine di posti, nonostante il giorno lavorativo. La spinta del Picco è travolgente e dopo solo 1 minuto di gioco Max Guidetti porta lo Spezia in vantaggio: il boato proveniente dall’impianto di Viale Fieschi è sentito in tutta la città… Alla fine lo Spezia vince per 2-0 (doppietta di Guidetti) e per gli aquilotti, legati indissolubilmente ai propri tifosi, inizia il volo verso la leggenda. Arrivano le vittorie contro Pizzighettone e in trasferta con la Fermana; ora lo Spezia è davanti al Genoa e dopo il successo contro la Pro Sesto (col Grifone sconfitto a San Benedetto) il vantaggio sale a 4 punti con due partite da giocare. Lunedì 1 Maggio è un giorno indimenticabile: lo Spezia gioca a Padova la partita che può segnarne il ritorno in Serie B dopo 55 anni, un evento atteso da diverse generazioni di spezzini. Ancora una volta la città si muove: 5.000 spezzini raggiungono lo stadio “Euganeo” di Padova con ogni mezzo. C’è chi arriva da Roma, chi addirittura da New York dove lavora: “Guarda cosa si fa per la nostra città”, cantano i tifosi aquilotti in uno spicchio di Veneto dove per un giorno pulsa forte il cuore spezzino. I bianchi in campo fanno 0-0 ma la notizia della contemporanea sconfitta del Genoa col Cittadella fa esplodere la gioia: lo Spezia è in Serie B. Sono in molti a piangere di gioia per un’emozione unica mentre circa 2.000 spezzini invadono il campo a fine partita portando in trionfo i protagonisti di questa impresa. Ma questo è solo l’inizio perché intanto a Spezia migliaia di persone scendono in piazza per festeggiare. Alla sera tutti si spostano al Picco in attesa del ritorno della squadra da Padova: quando i giocatori entrano nello stadio a mezzanotte, ci sono 12.000 persone ad attenderli in un mare di sciarpe e bandiere, uno spettacolo mozzafiato. Inizia così una settimana di festeggiamenti che culmina il 7 Maggio in occasione dell’ultima partita casalinga col Ravenna. Quel giorno la squadra parte a mezzogiorno da Lerici in battello. Giunta al Molo sale sul trenino turistico che la porta fino dentro il Picco, già gremito, proprio sotto la Curva Ferrovia. Al termine del match giocatori e dirigenti salgono su di un pullman scoperto con il quale sfilano per le vie del centro “scortati” da due ali di folla fino in Piazza Europa dove, un numero impressionante di persone è ad attenderli per festeggiare. Sono circa 20.000 le persone che prendono parte a questa incredibile festa.

Guarda cosa si fa per la nostra città…Ciliegina sulla torta la vittoria nel doppio confronto sul Napoli nella finale della Supercoppa di Lega C, praticamente lo Spezia e’ campione d’Italia della Serie C.

QUANDO LA SORIA SI INTERECCIA

Aprile 2008: La Storia dello Spezia Calcio e della propria tifoseria divengono tuttuno.

 

Dopo 2 anni di Serie B,  dopo una storica salvezza. maturata anche grazie a vere imprese come le vittorie a Genova(Genoa-Spezia (1-2) e a Torino a Torino con la Juventus (2-3) e poi, vittoria in casa (2-1) ed il pari a Verona ai play-out.

Lo Spezia si ritrova in una disastrosa crisi finanziaria e sull'orlo del fallimento, mancano 12 giorni all'obbligo di onerosi versamenti in Lega.

La Citta Sportiva si mobilita, gli Ultras in primafila a raccogler denaro ed ad autotassarsi:

Pochi giorni dopo gli Ultras assieme ai piu' appassionati degli Sportivi Spezzini costituiscono una Srl denominata "LO Spezia Siamo Noi" con l'intento di creare una sorta di azionariato popolare per salvare la societa' dal fallimento.

Il primo di Aprile 2008 "lo Spezia siamo Noi" fa' un'ulteriore passo, un puro atto di "Romantica Follia": rileva il 70% delle quote societarie dal Presidente Ruggeri, diventando socio di maggioranza dello Spezia Calcio,  fatto Sorico ed unico in Italia , i tifosi diventano padroni della propria squadra.

Oggi lo Spezia Siamo davvero Noi

 
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